Scritta AIPA
  scrivi@aipa-cagliari.it  
Sezione di Cagliari e Provincia- Via Romagna 16, c/o Cittadella della salute - Cagliari. Tel. +39 070 47444051
-
Informazioni
Trombosi
Viene definita Trombosi l'ostruzione parziale o completa di un vaso da parte di un coagulo definito trombo. Il trombo frammentandosi può dare luogo alla formazione degli emboli; questi possono, viaggiando nel circolo sanguigno, arrivare ad occludere vasi di calibro minore dando origine a quadri clinici come: ictus, infarto del miocardio, infarto renale o vasi di calibro maggiore dando origine alla Embolia Polmonare.
A seconda che il trombo si formi in un vaso arterioso o venoso si parla rispettivamente di Trombosi Arteriosa o Trombosi Venosa.
L'incidenza della malattia da trombosi arteriosa è elevatissima nei paesi industrializzati. In Italia, per esempio, secondo dati statistici, una morte su tre riconosce come causa ultima la trombosi arteriosa. Fortunatamente in questi ultimissimi anni la mortalità per trombosi arteriosa nei Paesi Occidentali è diminuita. Ciò è dovuto sia ai progressi in campo medico scientifico che soprattutto al miglioramento della qualità di vita. In questa sede verrà trattata specialmente la Trombosi venosa.
Le Trombosi venose riconoscono due quadri clinici più importanti: Trombosi Venose Profonde (TVP) le quali interessano per lo più le vene degli arti inferiori o superiori e la vena cava; e le Trombosi delle Vene Superficiali definite Tromboflebiti.
In Italia si stimano 100.000 nuovi casi di TVP all'anno, di cui 40.000 vanno incontro ad embolia polmonare e circa 6.000 vanno incontro ad evoluzione infausta.
La Trombosi venosa può insorgere a ciel sereno ma più spesso colpisce soggetti in situazioni cosidette a rischio (per fattore di rischio si intende una condizione associata ad una aumentata incidenza di una malattia). I fattori di rischio si distinguono in: acquisiti e congeniti.
Principali fattori di rischio acquisiti sono:
  • età ( il rischio di trombosi aumenta con l'età)
  • interventi chirurgici (soprattutto ortopedici dell'anca e degli arti inferiori)
  • neoplasie maligne
  • pillola anticoncezionale
  • gravidanza (soprattutto secondo trimestre) e puerperio
  • obesità
  • situazioni con prolungata immobilizzazione (apparecchi gessati e paresi)
  • infarto del miocardio e scompenso cardiaco
  • alterazioni ematologiche (Emoglobinuria Parossistica Notturna, Policitemia Vera e Mieloma)
  • alcune malattie autoimmuni (LES)
  • sindrome nefrosica
Esistono poi anomalie della coagulazione di tipo genetico che contribuiscono ad aumentare il rischio per la trombosi. In questi ultimi anni tali anomalie genetiche si possono diagnosticare con esami di laboratorio specifici eseguendo un semplice prelievo di sangue. Clinica.
Come si manifestano le Trobosi venose? La malattia può essere riconosciuta clinicamente dal manifestarsi di alcuni sintomi legati all'ostruzione del vaso ed all' ostacolo del deflusso venoso: se improvvisamente la gamba o il braccio si gonfia e diventa più grosso dell'altro, si arrossa, è dolorabile alla palpazione e dolente a riposo: questi possono essere i sintomi di TVP. E' chiaro che il più delle volte la diagnosi clinica tramite una semplice visita medica, è poco sensibile ed insufficiente per formulare una diagnosi certa. Infatti i sintomi suddescritti possono essere comuni anche ad altre patologie come: ad uno stiramento muscolare, ad una distorsione, ad una linfangite.
Se invece in pieno benessere compare un dolore toracico violento, difficoltà al respiro (dispnea), aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e talvolta perdita di coscienza, ciò può far pensare ad una embolia polmonare. Anche per questa patologia la diagnosi non è nè semplice nè immediata e da ciò si esprime la necessità di definire la diagnosi con mezzi strumentali: Ecodoppler-venoso nel sospetto di TVP, Scintigrafia polmonare, TAC e determinazione del D-Dimero tramite prelievo di sangue nel sospetto di embolia polmonare.
Qual'è il trattamento di scelta?
La terapia della TVP e dell'embolia polmonare è simile e si basa sull'utilizzo di farmaci (anticoagulanti) che servono a ridurre le capacità di coagulare del sangue(rendendolo più fluido). La terapia si articola in due fasi:
  1. Un trattamento iniziale di pochi giorni con Eparina che si somministra per via endovenosa (Eparina sodica) o sottocutanea (Eparina calcica o a basso peso molecolare).
  2. Quindi un trattamento con Anticoagulanti Orali somministrato per bocca.
La terapia della Malattia Tromboembolica venosa può essere praticata o in regime di ricovero o a domicilio in base alla scelta del medico, del paziente, e dell'importanza del quadro clinico generale. La durata della Terapia Anticoagulante Orale (TAO) può variare da un minimo di tre mesi sino ad un anno ed oltre.
Consigli pratici Nelle TVP degli arti inferiori, inoltre è indicato:
  • indossare calze elastiche per almeno un anno
  • quando si è a riposo tenere le gambe sollevate più alte del bacino
  • non esporre le gambe nè al sole nè al calore
  • praticare regolarmente e quotidianamente attività fisica (passeggiate, nuoto, bicicletta)
  • non stare a lungo fermi in piedi
-